Tutta la comitiva rientrò a Livorno a sera, dopo un gran pranzo organizzato al palazzo arcivescovile.
Il giorno seguente Padre Francesco, accompagnato da dieci dei redenti più forti o, forse, meno provati dalla prigionia, iniziò l’ultima parte del suo viaggio: partì per Firenze ove fu accolto con grande onore e gioia dal Granduca e dopo quattro giorni giunse finalmente in San Martino a Roma dove lo attendeva il Papa con alcuni cardinali e molti prelati. Padre Francesco la sera rientrò alla casa trinitaria di S. Dionisio e dopo due giorni fu raggiunto dagli altri schiavi liberati.

Il giorno successivo, la processione con tutti i redenti giunse solennemente a Santa Maria Maggiore per celebrare una S.Messa solenne e poi a San Luigi dei Francesi per cantare il Te Deum. Padre Francesco benedisse e congedò gli schiavi da lui liberati perché finalmente tornassero alle loro case. Era certo che, in seguito, altri schiavi sarebbero stati liberati in altre redenzioni dai suoi confratelli e dalla Famiglia Trinitaria.
Era il 29 ottobre 1653, questa prima missione redentiva era terminata.
 
 
 


Ferdinando II e il porto di Livorno 1645-1650

 
 


 Note
1. Questo pio Religioso, fu dichiarato Venerabile dal Pontefice Clemente XI, nell’anno 1703.
2. I Dey erano magistrati turchi che la Corte dell’imperatore mandava a Tunisi. Il titolo apparteneva di diritto ai figli di grandi funzionari dello stato.
3. Il titolo di Bassà o Pascià era dato ai capi supremi dell’esercito.
4. La prima redenzione è stata operata l’8 marzo 1199 da S. Giovanni De Matha in Marocco, ed altre prima del 1202.

Tratto dal codice manoscritto, opera del Padre Fortunato Maria Ricci, trinitario livornese, pubblicato per la prima volta nel 1877 col titolo “Gli schiavi redenti” dall’editore G. Maconi di Livorno.

Testo a cura del prof. Ruggero Razzauti con la collaborazione delle prof. Lucia Caciagli e Rossana Villani.